Vincenzo Bucci, “Corriere della Sera”, 1932

 

La pittura del D’Aloisio Da Vasto, moderna senza affettazioni di modernità (la modernità è in lui più un modo di sentire che d’atteggiarsi), non astrae dal vero, ma lo compone e riassume in chiare forme, con un sentimento poetico e con una euritmia di colori e di linee piacevolmente decorativa. L’Acquarello, usato in tutta la sua purezza, senza mescolanze di tinte a corpo, ricavandone quegli effetti di luminosità, trasparenza e briosa leggerezza che sono i requisiti genuini di questa tecnica, è il mezzo che meglio si addice alle limpide visioni del D’Aloisio, dipinte su pochi toni tersi e schietti, con nitido gusto.

Vincenzo Bucci, “Corriere della Sera”, Milano, 8 giugno 1932