Di questa mostra del pittore Carlo D’Aloisio da Vasto si ‘ già parlato il giorno della sua inaugurazione e ne parlammo con viva soddisfazione. Lo meritava: il D’Aloisio, già noto per una sua attività di un paio di decenni, presenta a Milano una raccolta di acquarelli, fra i suoi ultimi. Sono paesaggi dell’Abruzzo natio dell’Umbria ospitale, con un grande quadro ispirato a La piena del Tevere, nel quale sono come riassuntele esperienze artistiche del D’Aloisio e sono vinte egregiamente le difficoltà che gli si potevano offrire nel trattare all’acquarello un argomento simile, nel quale solo il tumulto della corrente avrebbe fatto tremare i polsi a più di un pittore. Ma D’Aloisio ha chiesto all’acquarello anche di più: gli ha chiesto di soddisfare il suo desiderio e il suo proposito di essere pittore del suo tempo, di dipingere con modernità di intenti e di risultati ed ecco Donna alla porta, La piazzetta del paese, Neve sul mare e La strada provinciale.
Il quadro appare ed è sempre <<completo >> gettato giù dopo un lungo studio del suo assieme e dei suoi quadri così che D’Aloisio stesso può dirvi che a questi suoi quadri non ha più niente da aggiungere, tanto la visione è riprodotta fedelmente, come quando gli apparve alla mente la prima volta.
Ma D’Aloisio ha anche un’altra passione: l’affresco. Mario Sironi ha lanciato or non è molto appello ai pittori perché tornino a dipingere a fresco come si faceva in altre epoche. Carlo D’Aloisio già da tempo si dedica a questo particolare genere d’arte ed in Abruzzo e nel Lazio, in ville e palazzi, sono saggi numerosi di questa sua preferenza, la quale, fra l’altro, gli permette di dare più libero sfogo a quel senso del vasto, dell’aperto e dell’arioso che nel quadro qualche volta è costretto a comprimere, come appare facilmente, per esempio, in Mercato ed in Vele, che poi sappiamo essere bozzetti d’affreschi, che il D’Aloisio intende tanto nobilmente l’affresco da servirsi dell’acquarello quasi come scala per salire al genere maggiore, quasi completamento e sviluppo della sua opera di acquarellista. Comunque egli è artista di molte risorse, sincero, spontaneo, originale, coloritore efficacissimo, e che tratta l’acquarello come pochi oggi, fra coloro che all’arte vogliono assicurare una << vita >> nuova, nel rinnovamento di tutte le forze e le attività della Nazione. Chiudendo questa << nota >> ci piace del D’Aloisio ricordare anche la sua attività di pubblicista, che egli è l’ideatore e compilatore de << Il vero Giotto >>, il caratteristico ed interessante Almanacco degli artisti.
m.
Fonte: Volumetto monografico edito nel 1947 (stima) e stampato da “Fratelli Palombi” – Roma
Arte Italiana Moderna – D’ALOISIO DA VASTO – presso “Il Vero Giotto” – Edizioni d’Arte – Roma
